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Quella di sfidare la sorte è un'antica passione dell'uomo. Nel
tempio di Preneste,
dedicato alla dea fortuna, i romani del tempo pescavano da un'urna piena
di
palline: pallina bianca, i loro sogni si sarebbero avverati, pallina nera,
si
prospettava un futuro incerto, fosco come il colore della sorte pescata.
Sembra che l'imperatore Ottaviano Augusto fosse un infaticabile giocatore
di dadi.
Per lui vincere ai dadi rappresentava il segno tangibile del favore accordato
dagli
dei al signore del mondo.
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